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    GIURO CHE TI AMO

    "...per primo amore intendiamo il primo amore corrisposto...in quel periodo della nostra vita l'innamoramento è qualcosa tipo uno sport estremo che crediamo ci piacerà per tutta la vita, una specie di ottovolante chimico nel quale gli ormoni vanno da una parte e il cervello li segue, totalmente incapace di prendere una qualsiasi decisione autonoma. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che non abbiamo esperienza. Non che io creda che ogni nuovo innamoramento sia per gli adulti una fonte inesauribile di paure, ma la vertigine che si prova NON E' PIU' LA VERTIGINE DELL'ESTASI. Il primo amore ti fa sentire al settimo cielo e ti fa credere che non scenderai mai. Che la Terra sia scomparsa. Gli occhi dell'amato hanno uno strano effetto elettrizzante. E, all'apice del parossismo, giuriamo. GIURIAMO. Perchè? Dato che nessuno ci obbliga. Giuriamo amore eterno perchè in quel momento sentiamo che è così, perchè è l'unica certezza che crediamo di avere.
    ...Parlare d'amore ci fa paura..pensiamo che l'amore ci renda vulnerabili. Anche se questa è la verità, credo che l'amore ti renda molto vulnerabile di fronte a una persona, ma molto più forte di fronte alla vita.
    ...L'adolescenza, i primi amori, quell'epoca della vita in cui non ti serve metterti il cerotto prima di farti il graffio, perchè pensi che nessuno ti farà del male.
    ...Forse è anacronistico, il giuramento d'amore, e non dovrebbe più esistere. Forse non ha nessun senso, ma continua ad esserci gente che lo fa.... La nostra educazione ci impedisce di rassegnarci...
    Allora considerando quanto siamo individualisti e quanta voglia abbiamo di amare ed essere amati, come raccapezzarci? Dobbiamo giurare o non giurare? La risposta non ce l'ho. Ma qualcosa mi dice che L'IMPORTANTE E' AVERE IL CORAGGIO DI AMARE NONOSTANTE TUTTO QUELLO CHE PUO' SUCCEDERE: essere generosi con i sentimenti e arrischiarci a vivere prima di entrare in letargo, o prima di barricarci nella nostra tana..."
     
     
     
    tratto da un articolo di Imma Turbau, "La Repubblica delle Donne"